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Lettera di Gabriella Prandi, Flc CGIL VCO PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Aprile 2009 16:14

Cara Angelica

va benissimo l'informativa ma sul fare mi sembra che la FLC CGIL sia stata lasciata un po' sola.

L'articolo della tecnica della scuola (non un pericoloso giornale sovversivo!)  lascia chiaramente intendere la posizione ormai diversificata delle organizzazioni sindacali di scuola; noi che non abbiamo mai cambiato idea, altri che invece hanno preferito patteggiare portando a casa presunti "risultati" su cui è meglio stendere un velo di pietoso silenzio (i tagli ci sono tutti ma 5000 sono differiti sull'organico di fatto; credo che sbandierare questo come una vittoria sia un'insulto all'intelligenza delle persone!)

La FLC CGIL era in piazza Ranzoni (e in tutte le piazze d'Italia) il 18 marzo e lo sarà anche sabato prossimo a Roma con tutti quelli che vogliono un  futuro diverso.

Dal 30 ottobre la nostra determinazione e il nostro impegno non sono venuti meno e questo credo ci da il diritto di chiedere: ma gli altri dove sono?
Comitati, genitori, associazioni ecc. del VCO che fine hanno fatto? Perchè non erano in piazza con noi?

Quanto poi all'informativa le mie simulazioni, che dicono esattamente quanti posti si perderanno nel VCO e in quali scuole, ti assicuro che sono ancora più inquietanti della bozza e delle voci in circolazione.

Nella primaria e nelle medie le richieste supplementari di tempo pieno e prolungato da parte delle famiglie sono ampiamente disattese. In presenza di un aumento del numero di alunni avremo meno classi,  meno insegnanti e meno personale ATA.

Il disastro che avevo da tempo annunciato alle medie e alle elementari si sta compiendo in questi giorni con la partita sulle ripartizioni provinciali degli organici (sulla base dei numeri regionali che vedono in Piemonte 2175 posti di docente in meno rispetto allo scorso anno, nonostante un aumento degli alunni) e una amara sorpresa aspetta coloro che hanno pensato che sul superiore nulla fosse toccato fino alla revisione degli ordinamenti.

Grosse preoccupazioni si cominciano a delineare anche sui posti di sostegno.

Ora più che mai ci vuole consapevolezza che il tempo del fare non può essere finito, non per chi, con la CGIL, ha ancora a cuore la scuola pubblica e più in generale il destino di questo paese.

Ciao
Gabriella
 
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