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| La Grecia ci parla. Sull'assassinio di Alexis, la crisi e la privatizzazione della Scuola |
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| Rassegna stampa internazionale |
| Martedì 09 Dicembre 2008 20:52 |
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Da "Atene ci parla" di Luciana Castellina [...] Il motivo scatenante dell'insorgenza, come sappiamo, è stata l'uccisione di un ragazzo che si trovava ai margini di un tafferuglio minore, nemmeno una manifestazione violenta, un semplice scontro. Ma è subito dilagata per tutte le città del paese e ha portato all'occupazione delle scuole, è perché la protesta ha aggrumato tutte le ragioni di un malcontento profondo e generalizzato: autoritarismo poliziesco, crisi economica, precariato, disoccupazione. E per di più, anche qui, una legge che intende portare un colpo mortale all'Università: non solo drastici tagli finanziari, ma anche - e in Grecia sarebbe la prima volta - apertura all'istruzione privata, un affronto che mette in discussione la scuola pubblica, a giusto titolo qui considerata un attributo fondante della democrazia che neppure i colonelli avevaon osato toccare. Piombo contro insulti, così muore Alexis Tutto è partito sabato sera nel pieno centro della capitale, nel quartiere di Exarchia, rocca forte di anarchici e sinistra extraparlamentare ma anche piazza di spaccio, a due passi dal Politecnico, simbolo storico della lotta contro i colonelli negli anni Settanta. Da lì di solito partono le manifestazioni studentesche di protesta. Le strette viuzze intorno a piazza Exarchia sono spesso teatro di scontri tra anarchici e polizia, con lacrimogeni e molotov. Ma sabato non era successo niente di così grave: soltanto insulti di un gruppo di giovani contro una pattuglia di polizia che passava lungo la strada verso le otto di sera. I due agenti a bordo dell'auto decidono però di reagire: dopo un centinaio di metri parcheggiano l'autopattuglia, scendono, ritornano sul posto e scambiano insulti con i giovani, che si trovano a una distanza di una trentina di metri, In quel momentouno degli agenti, il 31enne Vassilis Saraliotis, lancia una granata a stordimento, mentre l'altro, il 37enne Epaminondas Korkoneas, apre il fuoco. Una pallottola colpisce al torace il quindicenne Alexis Grigoropoulus, figlio di una ricca famiglia di Atene. Il ragazzo stava tornando da una partita, viene trasferimento inutilmente all'ospedale, mentre i due agenti delle forze speciali ritornano alla loro pattuglia. "Ho sparato due colpi in aria e uno a terra", ha detto l'agente assassino dopo l'arresto. "Siamo stati aggrediti da una trentina di giovani con pietre, bastoni, molotov", ha aggiunto l'altro. Sulla stessa linea anche la prima versione dei media internazionali, basata sul comunicato della polizia: attacco di giovani anarchici. Ma molti testimoni e un video ripreso da un balcone vicino hanno presto fatto cadere il tentativo di incriminare per l'ennesima volta i giovani. Nessun attacco, nessuna molotov, "è stato un assassinio a sangue freddo". (P.Ne) Il Manifesto, 09/12/2008 Per approfondimenti sulla situazione in Grecia leggi IndymediaItalia |



