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La tanto sbandierata severità della Ministra Gelmini si riduce a nulla |
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Salviamo la Scuola Pubblica Novara
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Sabato 24 Gennaio 2009 21:30 |
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Novara. Il Coordinamento “Salviamo la scuola pubblica” nota che, dopo la pubblicazione del Decreto ministeriale che regolamenta le procedure per l’attribuzione del voto in condotta (DM n. 5 del 16.01.09), la severità che doveva essere uno degli elementi caratterizzanti del “nuovo corso” della scuola pubblica si riduce a nulla.
Ciò è un bene perché quello di cui hanno bisogno gli insegnanti non è l’autorità ma l’autorevolezza e questa non si conquista certo con i voti ma grazie alla professionalità con la quale si svolge il proprio lavoro. Ma perché il provvedimento della Ministra nasce morto?
Innanzitutto nel provvedimento si afferma che con il “5” di condotta si viene bocciati (art. 2). Ciò accadeva anche prima anzi, fino a quando sono esistiti gli esami di riparazione il “7” bastava per essere rimandati a settembre in tutte le materie.
In secondo luogo la bocciatura può essere comminata solo se lo studente ha già subito, nel corso dell’anno, un provvedimento di sospensione superiore ai 15 giorni senza aver dimostrato “apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento” (art. 4).
Inoltre le modalità attraverso le quali vengono erogate le punizioni agli studenti sono determinate dai regolamenti dei singoli istituti e non dipendono dal Ministero. Perciò ciascuna scuola determina da sé quali comportamenti siano puniti con un richiamo, una nota o una sospensione.
Infine il Decreto sottolinea che non può essere un singolo episodio a dare origine alla bocciatura (art. 3).
Per essere bocciati a causa di una condotta insufficiente, dunque, uno studente dovrebbe commettere una serie di violazioni disciplinari che comportino sospensioni successive per più di 15 giorni, senza aver mai mostrato cambiamenti nel comportamento. È poco probabile che ciò avvenga. È più frequente che uno studente che non intenda modificare il suo comportamento si allontani dall’ambiente scolastico dopo la prima sospensione, prima ancora di essere bocciato.
In conclusione la promessa della Ministra di ritornare alla “severità di un tempo” (o all’arbitrio di un tempo?) si è dimostrata una vuota minaccia. Coordinamento “Salviamo la scuola pubblica” |