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Un successo l'incontro organizzato dal Coordinamento novarese "Salviamo la scuola pubblica" PDF Stampa E-mail
Salviamo la Scuola Pubblica Novara
Mercoledì 14 Gennaio 2009 15:35

Un pubblico numeroso, partecipe e attento ha seguito ieri sera, 13 gennaio, il primo incontro pubblico organizzato dal Coordinamento "Salviamo la scuola pubblica" di Novara e dell'Alto Novarese. Erano presenti Mario Ambel (direttore della rivista CIDI "Insegnare") e il dirigente scolastico Renato Schettini per discutere sulle conseguenze delle recenti disposizioni normative in materia scolastica. Chiarissime le affermazioni dei due esperti: la ministra non ha fatto nessuna marcia indietro e quello che si prospetta come un vero disastro per famiglie, studenti, genitori e insegnanti è destinato ad accadere a meno che la mobilitazione non riprenda e le scelte delle famiglie non premino un modello di scuola ancora possibile ma sempre più difficile da ottenere (quello delle 40 ore nella scuola primaria): «Si tratta di un attacco preparato con cura – ha affermato Mario Ambel – e che ha nella nomina stessa della ministra Gelmini un suo caposaldo. Chi ha voluto quella nomina ha espresso un parere chiaro: ciò di cui la  scuola ha bisogno è una figura di nessuna competenza specifica che, applicando criteri puramente economici e regole di apparente "buon senso" (in realtà inconsistenti dal punto di vista pedagogico), smantellasse una certa idea di scuola». Facendo riferimento a un recente titolo del "Corriere della Sera" che invitava alla abolizione della scuola pubblica, Ambel ha precisato «La scuola che si vuole abolire – e che noi invece sosteniamo – è quella della inclusività, della solidarietà, quella che fornisce gli strumenti essenziali per essere cittadini e che quindi chiede l'innalzamento dell'obbligo scolastico. È la scuola prevista dalla nostra Costituzione. Essa è pubblica non perché "è dello Stato" ma è pubblica perché è "voluta dalla Repubblica" la quale si assume l'onere di istruire e formare i suoi cittadini». Ambel non ha risparmiato attacchi anche al criterio del voto numerico introdotto nuovamente, dopo decenni, alle elementari e alle medie affermando che la competizione sul voto danneggia «non solo gli studenti che hanno qualche difficoltà ma anche i migliori perché si studia per essere valutati e non per sapere le cose. Il voto numerico è quanto di meno chiaro e meno trasparente ci sia, con buona pace del ministro Tremonti». Ambel ha inoltre affermato che il regolamento emesso dal ministero contrasta apertamente con altre leggi precedenti tuttora in vigore e sembra quindi quantomeno dubbio che possa obbligare le scuole a valutare gli studenti con i voti e non con i giudizi. A Renato Schettini è stata affidata la parte più tecnica dell'incontro e il dirigente scolastico ha avuto modo di spiegare i complessi meccanismi per quel che riguarda le iscrizioni, soffermandosi sulle iniziative da promuovere affinché le famiglie, adeguatamente informate e sostenute, operino delle scelte meditate. I numerosi interventi del pubblico hanno espresso soprattutto la preoccupazione che la battaglia sulla scuola possa non essere compresa fino in fondo dai non addetti ai lavori. A questo proposito il Coordinamento "Salviamo la scuola pubblica" si è impegnato a portare quanta più informazione possibile ai cittadini e alle famiglie. Martedì prossimo, 20 gennaio, sempre presso la sede del Consiglio del Quartiere Sud (in Via Monte San Gabriele 50/c), alle ore 17.30 si terrà una riunione del Coordinamento aperta a tutti i cittadini che volessero partecipare, siano essi insegnanti, genitori, studenti o semplicemente italiani preoccupati per la qualità della "scuola della Repubblica. L'analogo Coordinamento per l'Alto Novarese si svolgerà invece ad Arona, Venerdì 16 gennaio alle ore 21.00, presso l'Aula Magna del Comune".

 
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