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Ai Sindaci dei Comuni del Cusio loro sedi
All’Assessore Settore Formazione e Lavoro della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Alle Redazioni degli Organi di stampa locale loro Sedi
Oggetto: Situazione della Scuola pubblica.
Con la presente il Comitato Genitori e Insegnanti per la scuola Pubblica del Cusio vuole sottoporre agli Organismi in indirizzo e ai loro Organi competenti la sintesi dell’incontro sulla Scuola Pubblica, a seguito del quale è stato approvato il presente O. di G. Il Comitato si augura che possa essere condiviso e trasmesso agli Organi competenti di livello superiore.
Martedì 21 ottobre alle ore 21.00, il Comitato promotore, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale di Omegna, ha incontrato i genitori, gli studenti e tutto il personale della scuola, in una pubblica riunione per analizzare i provvedimenti del governo Berlusconi noti come “Riforma Gelmini”. Considerata la cattiva informazione, di maggior parte dei mass-media, che caratterizza questa nostra democrazia zoppa, il Comitato ha accolto con orgoglio ed entusiasmo le oltre 250 persone che sono accorse al richiamo, lasciando per una sera il chiuso delle proprie abitazioni per partecipare ad un confronto civile di contro informazione. Le relazioni hanno riguardato i seguenti atti di governo:
- Legge 6 agosto 2008, n. 133 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196
e più precisamente i seguenti punti:
- Titolo I FINALITA’ E AMBITO DI INTERVENTO
- Capo V Istruzione e ricerca
- Art. 15. Costo dei libri scolastici
- Titolo III STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA
- Capo II Contenimento della spesa per il pubblico impiego
- Art. 64. Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
ancora:
- Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133
- Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137 "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008 (già licenziato dalla Camera dei deputati col voto di fiducia e che verrà presentato al Senato, per l’approvazione definitiva, nei prossimi giorni)
Dal dibattito che ne è seguito sono emerse le preoccupazioni che qui elenchiamo:
- In che modo migliora il livello della conoscenza degli studenti se si riducono in modo drastico le ore di lezione per ogni ordine di scuola, sulla base delle quali verrà assegnato l’organico degli insegnanti?
- In che modo migliora la didattica se gli alunni aumenteranno fino a oltre 30 unità per classe?
- In che modo si migliorano le conoscenze degli studenti se viene abolito di fatto l’obbligo di frequenza che era stato innalzato fino al sedicesimo anno di età?
- In che modo si rispetta la persona umana, anche quella dei diversamente abili, se si diminuiscono gli insegnanti specializzati (o specializzabili) in sostegno all’handicap, portando tuot-court il rapporto di un insegnante ogni quattro alunni, senza tener conto delle specifiche disabilità, visto che le diagnosi funzionali non faranno più testo in merito alle assegnazioni?
- In che modo si integrano i ragazzi stranieri che vengono in Italia se si istituiscono “classi ponte” (differenziali) nelle quali potranno incontrare solo ragazzi anche loro di diversa provenienza? Come faranno gli stessi ragazzi ad imparare rapidamente la nostra lingua se si mescolano esclusivamente con ragazzi che non la parlano?
- In che modo migliora l’insegnamento se si devono chiudere i plessi di montagna e comunque i plessi della scuola sottodimensionati, costringendo genitori ed amministratori locali a traslocare i bambini con trasporti pubblici onerosi per le comunità, in scuole più grandi, dove andranno ad aumentare il numero degli alunni per classe?
- In che modo migliora l’insegnamento se non è possibile garantire alle bambine e ai bambini che vivono in piccole realtà, l’apertura della scuola, senza costringerli ad un distacco che lascia il territorio impoverito della loro presenza (così come questo territorio è già stato impoverito con la chiusura di servizi essenziali come le poste)?
- In che modo migliora l’insegnamento se nella Scuola dell’infanzia si garantiscono solo le ore del mattino e non si considerano come fondamentali tutte le attività, anche quelle organizzate dai docenti nel pomeriggio?
- In che modo si migliora l’insegnamento se nella classi di scuola dell’infanzia vengono introdotti bambini con età anagrafiche molto divergenti tra loro?
- In che modo si migliora l’insegnamento se questo compito viene assegnato ad un insegnante unico, che dovrà garantire attenzione a tutti gli alunni (ricordiamo fino a oltre 30 per classe), mettendo in atto una didattica che comprenda tutti i saperi che richiede la società attuale?
- In che modo si migliora l’insegnamento della lingua inglese nella scuola elementare se gli insegnanti specialisti vengono eliminati dall’organico, per lasciare posto al solito insegnante unico, senza specifiche competenze sull’insegnamento delle lingue straniere, che sarà stato aggiornato, con un corso rapido di 150/200 ore, dagli insegnanti specialisti che verranno eliminati o dai loro colleghi delle scuole medie?
- In che cosa migliora l’offerta didattica e formativa che le scuole offrono agli alunni se in tre anni si intendono tagliare finanziamenti per 8 miliardi di euro, considerato anche che solo il 30% di tali risparmi potranno essere eventualmente reinvestiti nel comparto scuola?
- In che cosa migliora il servizio della Scuola Pubblica se si voglio tagliare 131.841 posti di lavoro su tutto il territorio nazionale? (87.341 docenti e 44.500 di personale ausiliario così come si legge nella sezione QUADRO DEGLI INTERVENTI pag. 14 dello Schema di piano programmatico… (sopra citato)
- In che modo migliora il servizio nella scuola media se si riducono le ore di insegnamento di italiano, storia e geografia a cui si deve aggiungere cittadinanza e costituzione, se di fatto sparisce l’insegnamento della tecnologia, se l’insegnamento delle lingue non è unificato su tutto il territorio nazionale, provocando disorientamento e disagio agli alunni che si trasferiscono ad altra scuola?
- In che modo migliora il servizio nella scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo tecnico se vengono di fatto drasticamente ridotte le esperienze di laboratorio e ridimensionati gli insegnamenti qualificanti per l’indirizzo tecnico specifico?
- In che modo la cultura degli italiani e l’integrazione degli adulti stranieri si migliora se si vogliono impoverire, quando non chiudere, le esperienze positive di educazione permanente degli adulti attuata con i corsi serali e nei Centri Territoriali Permanenti?
- In che modo migliora l’offerta didattica se si considera il personale ausiliario solo come la presenza di chi deve fare le pulizie, dimenticando il fondamentale apporto che questo personale dà alla didattica: aiuto e supporto in caso di presenza di portatori di handicap, controllo degli spazi scolastici anche con azione di prevenzione di atti di vandalismo e bullismo, produzione di materiali in copie utili per la didattica, azione di filtro per l’ingresso nelle scuole di persone estranee all’organizzazione scolastica e via elencando…?
Pare evidente che gli interrogativi emersi non sono frutto di propaganda disinformata ma di analisi dei contenuti dei documenti elaborati dal governo e fatti approvare con la forma di Decreti Legge dal Parlamento, ponendo addirittura la fiducia e facendoli passare per atti urgenti.
Date queste premesse:
l’Assemblea CHIEDE
- che il ministro riveda il contenuto dei propri documenti prima di denunciare di disinformazione chi dissente dal suo punto di vista
- che il ministro consideri la geomorfologia del territorio italiano quando intende ripensare al ridimensionamento degli istituti scolastici di ogni ordine e grado
- che il ministro non mortifichi la scuola dell’infanzia ed elementare, per un ritorno al passato dettato solo da nostalgia e non da progetti pedagogici, perché proprio questa scuola è il fiore all’occhiello dell’istruzione pubblica
- che il ministro discuta con gli utenti, genitori e alunni, e con tutto il personale della scuola le riforme che devono essere attuate per rendere la scuola pubblica un luogo di educazione e crescita personale e civile
- che il ministro non obbedisca a chi gli impone tagli indiscriminati ai fondi della scuola pubblica solo con l’ottica di risparmiare, con lo scopo ultimo di soccorrere con questi risparmi la finanza privata in crisi
- che il ministro aumenti i fondi per la scuola pubblica, secondo quello che effettivamente è lo standard europeo.
Omegna 21 ottobre 2008
Il Comitato Genitori e Insegnanti per la Scuola Pubblica del VCO
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